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Gli umani e i rettili

È evidente che simili esseri umani, che progettano, ordinano, eseguono e onorano tali crimini, sono profondamente malati nella loro mente. Naturalmente le voci asservite all’establishment li applaudono e li presentano come modelli. I loro crimini vengono solitamente taciuti, distorti o minimizzati.
Il crimine enorme compiuto dagli alleati dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando fecero deliberatamente morire di fame circa un milione di prigionieri di guerra detenuti in appositi campi di sterminio, non viene menzionato da quasi nessun testo di storia, e i media lo hanno taciuto da sempre.

Molti sono convinti che i grandi psicopatici, impegnati tutto il tempo a produrre sofferenze per i popoli, siano geneticamente differenti dai normali esseri umani. Vi sono teorie riguardo a una loro discendenza genetica da esseri ibridi, in cui il DNA umano sia stato combinato con quello di una razza di rettili extraterrestri, e che questa sia la ragione della loro assenza di emozioni e mancanza di empatia.

Comunque sia, è un fatto che i rettili non provino le stesse emozioni dei mammiferi, e che la loro completa mancanza di empatia permetta loro perfino di divorare i propri cuccioli senza un motivo. Gli esseri umani sono dotati di un istinto primario che impedisce loro di ignorare i propri simili in difficoltà. Si tratta di una reazione automatica, radicata profondamente nella struttura cerebrale dell’uomo naturale, sentire come proprie le sofferenze degli altri. Nei rettili questa funzione mentale è completamente assente.

Tutti i personaggi più criminali, quelli che decidono di infliggere sofferenze inumane a innumerevoli persone, mostrano questo tratto rettiliano. Si tratta di un grave deficit mentale, di una deformazione psichica dovuta a un rallentato sviluppo delle connessioni neurali durante l’infanzia, causato da errori da parte della madre. Questo deficit mentale si riscontra nella maggioranza dei politici e dei finanzieri, come anche dei potenti in genere.

Quando le madri sono premurose e circondano la loro prole di affetto e di attenzione, il cervello del piccolo si sviluppa normalmente. Gli esperimenti condotti con gli animali hanno mostrato che i figli di madri che hanno accudito con cura e pulito bene i loro cuccioli, hanno un numero molto maggiore di connessioni neurali nel cervello rispetto ai cuccioli che sono stati trascurati dalle loro mamme. Nell’uomo la differenza maggiore riguarda quelle aree del cervello che hanno a che fare con la facoltà di apprendimento. Da questi esperimenti è chiaramente emerso che da adulti, i cuccioli trascurati ottenevano nelle prove di intelligenza dei risultati molto inferiori ai loro simili ben accuditi. Gli effetti più disastrosi sullo sviluppo cerebrale si sono avuti nei casi in cui i cuccioli sono cresciuti completamente separati dalle loro madri.

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