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La Nigredo nei Tarocchi – (Parte prima)

Per chi mi conosce sa che il modo che ho di intendere i tarocchi non riguarda unicamente la dimensione cartomantica ma, in quanto appassionata di simbologia Junghiana, cerco di decifrarne il significato esoterico e simbolico.

In alchimia la Grande Opera è quel processo di lavorazione e di trasformazione della materia prima finalizzato a realizzare la pietra filosofale. Consiste in tre grandi passaggi che conducono gradualmente alla metamorfosi interiore dell’alchimista, ai quali corrispondono, secondo la tradizione ermetica, altrettanti processi di laboratorio caratterizzati da specifici cambiamenti di colore, metafore del percorso iniziatico di individuazione.

Oggi voglio iniziare a soffermi sul primo stadio, corrispondente all’Arcano senza nome dei Tarocchi, per poi procedere con il Diavolo domani: la Nigredo (Nerezza). Questa è la fase più cruciale in cui far decomporre e smembrare l’ego, in seguito si precipita nel caos originario antecedente alla creazione: si tratta dell’ ” oscura notte dell’anima”, quando si sperimenta quell’ intenso smarrimento che prelude ad una crescita totale e totalizzante. In questo spazio i punti di vista si dissolvono, i pregiudizi e i preconcetti vengono estirpati, mentre le vecchie idee vengono spazzate via come foglie secche e quel che resta è solo un vuoto.

Siamo davanti alla morte rituale dell’adepto, un atto profondamente psicomagico (come suggerirebbe Jowdorosky); il suo vecchio Io scompare per lasciare spazio a una personalità rinnovata e spiritualmente più completa.

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